Telecomando antisporco: Diomede Clamorosi, una voce fuori dal coro

Non voglio il telecomando antisporco.

Così si può riassumere il pensiero di Diomede Clamorosi, aspirante scrittore di favole per bambini, ma noto in tutto il mondo per la dark comedy Pozzanghera fatata. Lo abbiamo intervistato in occasione dello scorso Lucca Comics & Games dove era ospite in qualità di cosplayer di Rat-Man.

Clamorosi: perché è contrario al telecomando antisporco?

Il telecomando antisporco è un abominio. Le mani, il mondo, le malattie, siamo sporchi per natura. Cioè non sto parlando delle nostre anime che sarebbe già un bel dire: intendo l’aria che respiriamo, la polvere, il grasso, le secrezioni esistono: perché cancellarli?

Non ha paura dei germi, in epoca COVID?

Certo. E mi disinfetto le mani, le lavo spesso, ma non voglio toccare un qualcosa che cancelli il mio contatto automaticamente, che cancelli il mio essere umano. Siamo sporchi, laviamoci! Però non diventiamo asettici. Nel senso: il telecomando antisporco ci sta sterilizzando la nostra identità.

Lei non è l’unico letterato contro il telecomando antisporco, per esempio Tarcisio Narcisi ha appena pubblicato racconto “Il potere del telecomando antisporco, sinonimi e contrari”: siete un gruppo unito?

Personalmente io intraprendo le mie battaglie da solo. Sono figlio unico e non credo nel concetto di coscienza sociale. Cioè, ci ho creduto ma sono rimasto scottato, sporcato da questa indifferenza:  però mi sono sporcato e mi sono pulito da solo. Non voglio il telecomando antisporco nella mia vita: i robot ci ruberanno il mondo di questo passo.

Non crede di esagerare? Cioè, a parte il caso di Telespolverino, il telecomando antisporco appare un prodotto sicuro, no?

Non credo. Io credo nel mondo sporco. Mi pulisco quando ho voglia. Ora dopo che mi toglierò il costume da Rat-man mi posso buttare non una pozzanghera se volessi. Ecco vede, non avrei mai potuto scrivere un racconto su una pozzanghera se ci fosse stato un aggeggio abominevole, un telecomando che si ripulisce da solo: un telecomando antisporco che anestetizza il mondo.

Un’ultima cosa: un suo video di protesta sta diventando virale, ce lo descrive?

Si certo! è uno schermo nero, una televisione. Io la lascio spenta. Vuota. Lancio un grido nel vuoto. Dentro quel vuoto. Non uso il telecomando antisporco per azionarla. Lo schermo spento è la nostra vita, la nostra fine se ci genuflettiamo di fronte al potere della tecnologia.

(Dal nostro inviato a Lucca)